Dall’eyeliner al nude look, corsi e ricorsi nella storia del make up

Dai trucchi anticonformisti degli anni '70 ai selfie 'perfetti'

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Dall’eyeliner al nude look, corsi e ricorsi nella storia del make up. Cambiano le mode, le immaginiamo nuove, salvo poi scoprire che erano state nei decenni precedenti di tendenza. Quest’anno va il rossetto mat ossia opaco, ma già negli anni ’70 si portava così, il fondotinta leggerissimo per un effetto nudo è di moda negli ultimi anni, ma le prime ‘creme colorate’ come si chiamavano allora erano prerogativa del look di metà anni ’70 insieme ai capelli ‘selvaggi’. Nel libro per i 50 anni di Cosmetica Italia – al centro di un incontro alla sala Nilde Jotti della Camera dei Deputati l’8 novembre 2017 – L’Italia allo Specchio si ripercorrono i decenni intrecciando prodotti, stili e dati economici. Si parte dagli anni ’70 dalle ragazze sicure, anticonformiste, ribelli, impegnate a recuperare diritti mai riconosciuti. Molto diverse dalle loro madri, anche nell’aspetto. Smalti, rossetti, fard, matite, ciglia finte, eyeliner e mascara affollano le vetrine delle profumerie: i prodotti da trucco subiscono una grande spinta in termini di nuove produzioni e impulso creativo. Se nel 1968 le italiane spendevano 1,5 milioni di euro solo per i rossetti, nel 1976 i consumi salgono a 2,8 milioni. Se le donne degli anni ’50 e ’60 si truccavano per le occasioni importanti e avevano capelli freschi di parrucchiere, le ragazze degli anni ’70 si truccano tutti i giorni ma lasciano crescere le chiome in modo libero e ribelle. Il maquillage si focalizza sugli occhi ed esprime uno stile di vita anticonformista e seduttivo.

Icone della cultura pop e sex symbol degli anni ’70 sono Farrah Fawcett, la più seducente dei tre angeli di Charlie, la femminista dal sorriso angelico e occhi magnetici Jane Fonda, la camaleontica Mina dagli occhi neri fumé, fino alla diva dalla pelle dorata del Piper, Patty Pravo. Il trucco esalta la carnagione naturale, fresca e luminosa. Un nude look primordiale sul quale si passano pennellate di polveri colorate per accentuare zigomi e occhi. Anni ’80 tutto si mostra, tutto brilla e il make-up si fa cangiante. Gli ombretti sono pieni di pigmenti riflettenti e si stendono su tutta l’arcata palpebrale, fino alle sopracciglia, che si disegnano sottili. La pelle si fa abbronzata, gli zigomi in evidenza con abbondanti pennellate di terre colorate. La preferita? È quella color terra di Siena, un mix di pigmenti brunastri. Negli anni ’80 la spesa per i rossetti raggiunge quota 12,1 milioni e le labbra sono glossy di giorno e rosso fuoco per la sera in discoteca.
È dagli anni ‘90 che i prodotti da trucco prendono la strada della dermatologia: sono testati, ipoallergenici, setosi, non comedogenici. Dettano le regole del look i make-up artist delle principali maison cosmetiche.
Nel 1993 i consumi di rossetti superano per la prima volta i 90 milioni di euro. Il prodotto emblema del cambiamento, però, è il fondotinta. Visto in passato come nemico della pelle, si farà sempre più alleato della carnagione femminile. Si coniugherà in numerose texture e nuances, evolverà in alphabet cream, garantirà l’effetto nude look, sarà perciò miracolosamente trasparente, seppure coprente.
Le donne dei decenni successivi sognano di nuovo una pelle di pesca, meno abbronzata, pulita, candida, perfetta e liscia. L’invasione dei tutorial online dedicati al trucco contribuisce a un nuovo allargamento del mercato, questa volta guidato dalle generazioni più giovani, ragazze e ragazzine che si truccano alla perfezione anche per andare a scuola. Alla vivacità della domanda, le imprese rispondono con altrettanta prontezza e, su 4 mila prodotti cosmetici nuovi lanciati in Italia nel corso del 2015, il 16% sono smalti, il 10% rossetti e il 6% ombretti. Nella piazza virtuale del web le giovani e giovanissime si mostrano in massa, capitanate dalle nuove dive del millennio, ovvero le cantanti, da Lady Gaga ad Alicia Keys. Dietro ogni selfie che le mostra acqua e sapone appena sveglie e spettinate, c’è un trucco perfetto seppure invisibile, assicurano i make-up artist. Il 2016 si chiude con vendite record per rossetti (177 milioni di euro, +8,5%) e matite per labbra (circa 34 milioni di euro, +10,9%). Anche le vendite dei prodotti per il trucco del viso, fondotinta, correttori, fard, terre e ciprie, registrano un andamento positivo con un valore delle vendite di oltre 400 milioni e un +4,5% in un anno. Il trend positivo si riconferma anche nel 2017: che si veda oppure no, il trucco c’è!

FONTEAnsa
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