Indie Beauty, il fenomeno delle piccole marche di successo

Mini produzioni, make-up divertenti, vocazione bio. Colossi della cosmesi superati ora puntano ad acquisirle

Propongono makeup audaci e packaging divertenti, da loro si trovano una infinità di nuances diverse che piacciono alle Millennials e alle pelli multietniche, ma non solo . Producono cosmetici in formati pocket, costano meno, fanno prodotti artigianali, spesso vegani e, dettaglio non trascurabile, hanno dalla loro parte bloggers, vloggers e influencers fra le più seguite nel mondo. Fanno contente le donne dei social, cioè la maggioranza, e sfornano belletti al momento e su misura tanto che sono pronte a modificare ad esempio un rossetto se le clienti online lo richiedono. Operano sulle piattaforme social come Instagram, Pinterest and Etsy e il loro marketing cambia di continuo sotto l’impulso di internet. Sfruttano gli smartphone attraverso la realtà aumentata e usano i ‘telefonini intelligenti’ (la nostra appendice a cui siamo sempre più dipendenti) per far condividere i giudizi personali delle consumatrici sui loro prodotti e rispondere immediatamente ai dubbi.
Non sono le ‘mastodontiche e troppo burocratizzate’ multinazionali della cosmetica note a tutti. No, le hanno superate. Sono nuove, piccole, giovani (ma già molto seguite) aziende ‘indie’, che abbinano alla expertise in ambito beauty anche eccellenti conoscenze informatiche.

La produzione si concentra nell’area californiana accanto ai numerosi hub di industrie innovative che hanno scelto questo Stato per avere successo. Sono un fenomeno così imponente nel mondo che stanno facendo gola alle multinazionali della cosmetica (la maggioranza) che, infatti, se le stanno comprando, come segnala anche il magazine finanziario Forbes in questi giorni.
A dimostrazione che la globalizzazione funziona sempre meno, ora è lo sguardo local a funzionare, seppure punti a fare business globale attraverso internet. “Negli ultimi 5 anni il fenomeno indie-beauty è cresciuto quattro volte di più rispetto agli altri marchi, – spiegano gli analisti Beautystreams che hanno presentato una ricerca sul tema all’ultimo Cosmoprof , svolto alla fiera di Bologna. – Nel periodo 2013 –2014 i brand Indie sono cresciuti a tassi convulsi medi del 19,6%, mentre le industrie della cosmesi sono cresciute del 3% negli Stati Uniti”.

Le nuove aziende sono intuitive, trasmettono autenticità e passione, sono relativamente piccole e vendono prodotti pratici, facili da usare e per tutte le diverse etnie. “Creano fratture con i trend del momento, ne creano velocemente altri, nuovi e divertenti. Hanno un marketing differente grazie all’approccio sui social media. Coinvolgono i consumatori direttamente. Possono farlo perché loro sono piccole e più snelle rispetto alle grosse industrie” , precisano gli esperti.
Sono create dai Millennials per i Millennials, qui il punto di forza. “Provano direttamente i prodotti ma seguono anche le bloggers e le vloggers che veicolano le informazioni direttamente e senza filtri. I followers le ritengono ‘persone reali’ e le considerano migliori dei brand o delle modelle usate dai grandi marchi” sottolineano gli autori della ricerca.
Per i colossi della cosmesi è partito lo shopping sfrenato delle mini aziende gioiello a matrice indie spesso vegan o comunque votate alla cosmetica ecologica.

Molti brand, privati, piccoli e autentici, rientrano oramai nel trend indie più forte del momento. Provengono anche da molte parti del mondo ed hanno una base di fan sui social media massiccia e fedele. Sono piccoli ma vendono in tutto il mondo. L’indagine segnala alcuni fra i marchi più rinomati che vanno dal make-up di NYX, dotato anche di una sezione online per l’Italia, a Milk Make Up. Dallo skincare alle erbe di campagna di Farmaesthetic ai profumi artigianali di Lare & Skye. E’ invece un progetto di una designer di gioielli in pietre naturali, Audrey Kitching, la linea Crystalcactus e sono originali scozzesi i cosmetici naturali di Aster & Bay. Antesignana della cosmesi autentica, indie, è Anastasia Beverly Hills, celebre parrucchiera di Los Angeles che ora vende i suoi prodotti di bellezza in 80 negozi negli Stati Uniti e fattura cifre da capogiro anche online perché vanta 13 milioni di followers su instagram.

Si tratta di marchi così di successo che sono ora oggetto di grandi acquisti da parte dei colossi della cosmesi – segnala in questi giorni anche Bloomberg Businesssweek. Il settimanale ne riporta almeno una cinquantina accadute lo scorso anno, le più numerose degli ultimi 10 anni. La rivista riporta un paio di esempi di shopping emblematici: il colosso giapponese Shiseido ha recentemente comprato MatchCo, una piccola società di 10 dipendenti che ha sviluppato una APP- scanner che analizza la pelle per formulare e produrre il trucco adatto alla singola cliente. Il gruppo Estee Lauder Cos. ha fatto un accordo con la piccola Too Face Cosmetics, sborsando 1.5 miliardi di dollari, insieme a Becca Cosmetics, attivissima su Instagram e Facebook. Il colosso L’Oreal non è rimasto a guardare e ha scelto IT Cosmetics, company che ha registrato incassi per 182 milioni di dollari lo scorso anno. Il colosso francese l’ha comprata per 1.2 miliardi di dollari, si legge su Bloomberg businessweek

FONTEAnsa
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