It-bag, 10 cose da conoscere sulle borse che hanno fatto la storia della moda

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C’è un giorno di festa per tutto, anche per le it-bag ossia per le borse iconiche, quelle che hanno un nome, un cognome ossia lo stilista che le ha create e una bella storia di celebrità. Cade il 10 ottobre il “National Handbag Day”, nato negli Stati Uniti da un’idea del magazine PurseBlog.  Ecco 10 borse cult con aneddoti da conoscere.

La Speedy di Louis Vuitton era nata negli anni Trenta come borsone da viaggio e si è poi trasformata in uno dei bauletti più iconici di sempre grazie a Audrey Hepburn, che con una telefonata ne ha richiesto una versione più piccola (da 25cm).

La Kelly di Hermès, sempre anni ’30 prende il nome da Grace Kelly, che l’aveva usata per nascondere la sua gravidanza ai fotografi, ma in pochi sanno che ogni Kelly è realizzata a mano da un artigiano che impiega fino a 24 ore e circa 2.600 cuciture per realizzarla.

La super iconica 2.55 di Chanel , la borse che tutti abbiamo desiderato, chiamata così perchè nata nel febbraio 1955, ha rivoluzionato la moda e il costume: per la prima volta era infatti accettabile per donne di elevato status sociale portare la borsa sulla spalla.

Quando nel 1999 Tom Ford (ai tempi direttore creativo di Gucci) reintroduce nella produzione di Gucci la Jackie (nata nel ‘61) ne vende oltre 1 milione, mentre pare che Victoria Beckham abbia una collezione che vale 1,5 milioni di sterline dell’altra borsa più iconica della maison francese Hermès: la Birkin.
Sono molte le borse che hanno cambiato il loro nome per un’icona di stile che ha iniziato ad utilizzarle o che sono nate proprio con quel nome (sì, la Birkin prende il nome proprio da Jane Birkin, che riceve ogni anno £30.000 per le royalties da Hermès; cifra che l’attrice dona in beneficenza).
Qual è invece la storia della Lady Dior? Nata nel 1995, si chiamava Chouchou, ma poi la First Lady francese Bernadette Chirac l’ha regalata a Lady Diana e… il resto è storia.
Come raccontato dalla costumista Patricia Field, Sex and The City non è stato fin dall’inizio ricoperto di abiti firmati: dopo tante cornette sbattute in faccia, la Baguette di Fendi è stato il primo capo moda di lusso inviato in prestito all’allora appena nato telefilm, che è poi diventato cult per tutte le appassionate di moda.
La storia di una it-bag sembra essere scritta quando il sold out arriva prestissimo. Basti pensare che gli 8.000 modelli di Paddington Chloè creati per la primavera 2005 sono andati sold out prima di arrivare in negozio. Così come a ruba è andata la Dionysus di Gucci, quella che ha riempito le nostre bacheche di Instagram fin dal momento in cui è stata lanciata (nel 2015) con il pattern che rilanciava il doppio logo Gucci tipico degli anni ‘80 e tanto (ri)voluto da Alessandro Michele.
Last but not least, lei: la Gabrielle di Chanel. Prima borsa unisex (tra i suoi ambassador c’è Pharrel Williams) lanciata qualche mese fa e già destinata ad entrare nelle wishlist .

FONTEAnsa
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