La Reggia di Venaria si veste di animalier e ospita nelle sue sale un centinaio di abiti, vere opere d’arte, ideati dai più grandi stilisti al mondo, che hanno scelto di ispirarsi alla natura e ai suoi colori più azzardati, e agli animali nelle loro declinazioni, le loro pelli e parti dei loro occhi, unghie, zampe, code, musi. Dalle farfalle sgargianti a leopardi e tigri, dagli insetti agli elefanti, dai coleotteri ai serpenti, ai cavalli.
Con la mostra ‘Jungle. L’immaginario animale nella moda‘, aperta dal 12 aprile al 3 settembre nelle Sale delle Arti, si entra in un percorso all’insegna dell’eleganza, della sensualità e della creatività, che si apre presentando il primo abito in animalier che si conosca, ‘Jungle’ di Christian Dior, esposto a Parigi nel 1947. Il primo stampato a pantera nella storia della moda, a cui ne seguiranno moltissimi altri. “Cominciò allora un percorso creativo della moda nell’immaginario ‘selvaggio’ e ribelle evocato dalla natura – spiega l’ideatrice, Ludovica Gallo Orsi – che va dall’imitazione dei mantelli animali più amati, come quelli del ghepardo, della tigre, della zebra, per arrivare a figure geometriche, astratte, ma comunque sempre imitanti le forme infinite della natura, degli alberi, dei fiori”.
Nell’esposizione una parete ricoperta di preziosissimi foulard creati dai big della moda dell’ultimo secolo: Hermes, Valentino, Ferragamo, Krizia, Givenchy, Ken Scott, Thierry Mugler, Jean Paul Gaultier, Cavalli. Il visitatore poi passa in una ‘giungla’ di legno monocroma, ‘abitata’ da meravigliosi abiti che fanno sognare donne e uomini, esperti e profani, con allestimento è dello scenografo Pietro Ruffo.
“Non è la prima volta che la Reggia ospita la moda – hanno sottolineato il direttore e il presidente, Mario Turetta e Paola Zini – Ad esempio con le mostre ‘Made in Italy’ di Franca Sozzani, di Capucci e dell’Alta Moda in Teatro. Ma questa volta c’è qualcosa di più, un tema, un viaggio da intraprendere”. “E’ una mostra trasversale, capace di attirare il pubblico più diverso e a cui pensavamo da tempo – spiega l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Antonella Parigi – anche quello meno avvezzo alle mostre d’arte. E questo è importante sotto un profilo culturale e anche imprenditoriale. I privati ci stanno contattando per progetti diversi”.

FONTEAnsa
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