Leggere un libro al giorno? 4 passi fondamentali

Skimming e Mappe mentali: è solo metodo dice guru Matteo Salvo

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Leggere un libro al giorno e apprendere rapidamente i suoi concetti? Ridurre drasticamente il tempo di lavoro e studio migliorando i risultati? E volendo, perché non imparare una lingua in meno di un mese? E’ possibile e senza essere cervelloni. ”Basta avere il metodo giusto”.

Parola di Matteo Salvo, classe 1976, una laurea in Ingegneria meccanica e fondatore a Torino della scuola di apprendimento Mind Performance, che tra i suoi record vanta l’esser il primo italiano vincitore dell’International Master of Memory ai Campionati mondiali di memoria del 2013; Guinness dei primati per aver memorizzato un intero mazzo di carte da gioco in apnea; primo e unico istruttore certificato in Italia per insegnare le Mappe mentali di Tony Buzan; e presidente dell’Italian Memory Sport Council, l’ente che si occupa della divulgazione delle mnemotecniche. Ma anche triatleta da ultramaratone in montagna e sfide logoranti come l’Ironman di Embrun.

In questi giorni in libreria è arrivato il suo sesto, annunciato, best seller: ”Come leggere un libro al giorno” (ed. Gribaudo, pp. 256 – 16,90 euro), tasto dolente per gli italiani: secondo l’Istat solo il 14,3% legge più di 12 libri l’anno e il 60% nemmeno uno.

”La mia vita si può dire sia divisa tra un ‘prima’ e un ‘dopo’ – racconta lui all’ANSA – Ero all’università, mi impegnavo ma non andavo avanti con gli esami. A ingegneria ti inculcano che se c’è una difficoltà bisogna trovare la soluzione. Così mi sono accorto che se nello sport avevo un coach che mi insegnava come prepararmi al meglio, nello studio non avevo un metodo efficace.

Ho scoperto così che esistevano delle tecniche da mettere in pratica, per la memoria e per imparare rapidamente”. E la mente ha iniziato ad aiutare anche il corpo, come il mese scorso quando Salvo ha affrontato l’ennesima sfida: 330 km e 15 ore di corsa in montagna. ”E lì la mente serve a tutto, perché dopo un po’ il corpo da solo non ne ce la fa più”. E allora, torniamo ai suoi metodi, che, assicura, ”può imparare chiunque, a prescindere dal livello di istruzione. L’errore più comune è approcciare lo studio in modo passivo, sperando che i concetti entrino in testa a furia di leggere o sottolineare. Completamente diverso è leggere in modo attivo”. Il segreto? ”Immaginare di studiare per spiegare il contenuto a qualcun’altro.” Una piccola rivoluzione che ”pone tutto su un piano completamente diverso”.

Quattro i punti cardine spiegati nel libro:

– LETTURA STRATEGICA. Ovvero mettere a fuoco l’obbiettivo della lettura e approcciare il volume nel suo insieme: architettura dell’indice, titoli, sottotitoli e suddivisione interna dei capitoli, macro temi e parole ”grilletto”, quelle che annunciano analisi e ”problem solving” – SKIMMING. Scremare il testo scorrendo le pagine con gli occhi in modo rapido per capire di cosa si parla e dove sono i concetti chiave. Si può fare dall’alto verso il basso; in diagonale, 5 righe alla volta; o a saltelli, aiutandosi con l’indice

– FOCUS SELETTIVO. E’ qui che inizia la vera lettura, ma soffermandosi solo sui contenuti che riteniamo più importanti tra skipping (saltare le parti non rilevanti) e scanning (visualizzazione selettiva del testo)

– STRETCHING VISIVO. Ovvero la lettura a colpo d’occhio, procedendo per immagini e concetti e gestendo la velocità in base al tipo di testo.

– LEGGERE PER SPIEGARE. E’ il livello più alto di apprendimento attivo e rielaborazione personale dei contenuti. Addirittura, dice Salvo, ”si dovrebbe usare il 50% del tempo dedicato alla lettura per raccontare a qualcun altro i concetti acquisiti”.

Per fortuna, vale anche il pubblico immaginario. E per consolidare il tutto, le celebri Mappe mentali . L’importante, riassume Salvo, ”è capire subito la gerarchia delle informazioni. Partire dal ‘grande’ per scendere al dettaglio”. A testimoniare i risultati, la fila di top manager e Ceo di grandi aziende che, soprattutto negli Usa, si rivolgono al Memory Man per ottimizzare le proprie performance. ”I settori più interessati – racconta – sono quelli dell’auto, della finanza e farmaceutica. L’obbiettivo è risparmiare tempo: una delle risorse oggi più importanti. L’Italia purtroppo è ancora un po’ indietro su questi metodi rispetto ad altri paesi.
In Oriente li insegnano persino a scuola. Ma l’importante è non pensare che dietro a certe performance si nascondano chissà quali doti. E’ davvero, solo, questione di metodo”.

FONTEAnsa
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