L’OREAL SEMPRE PIÙ SOSTENIBILE, SVOLTA GREEN DA +++A

80% prodotti rinnovati e Settimo Torinese prima 'dry factory'

Una decisa svolta green per il primo gruppo cosmetico mondiale, L’Oreal. Per il terzo anno ha ottenuto la tripla A Cdp che certifica a livello globale e in modo indipendente impatto ambientale, emissioni, gestione risorse idriche e che arriva nel pieno di un cambiamento epocale cominciato da qualche anno e con obiettivi sempre più ambiziosi in tema di sostenibilità. Al di là dell’indubbio risvolto anche a livello economico, con una reputation aziendale che la sta imponendo tra le aziende leader, cambiare in chiave green la produzione (dalla ricerca degli ingredienti al packaging) “6 miliardi di prodotti significa fare un’economia di scala capace di provocare una rivoluzione ambientale. La sfida futura – ha detto da Parigi la chief corporate responsability officer L’Oreal Alexandra Palt​,un’avvocatessa dei diritti umani, ex Amnesty International arrivata nel gruppo L’Oreal con una precisa missione – è indurre con questa nostra azione il cambiamento dei consumatori, renderli consapevoli. Noi drasticamente stiamo lavorando in questo senso e in pochissimi anni abbiamo ottenuto sulla riduzione delle plastiche, sul riciclo dei materiali, il riuso dell’acqua, sulla certificazione della provenienza dei materiali, sulla collaborazione sostenibile con le piccole comunità enormi risultati di cui siamo orgogliosi, ora vogliamo indurre anche i consumatori ad essere attori del cambiamento”.
Nell’ambito della sostenibilità, in un gruppo che ha fatturato nel 2017 oltre 26 miliardi di euro con 34 marchi e 41 stabilimenti nel mondo c’è un’assoluta eccellenza italiana: lo stabilimento di Settimo Torinese, la prima ‘dry factory’ al mondo in ambiente cosmetico. Un’azienda che tranne che per l’uso umano e per gli ingredienti dei prodotti che realizza come ad esempio shampoo, è arrivata al non consumare acqua affatto, riciclando con osmosi interna e ultrafiltrazione, un sistema diventato modello mondiale. L’orientamento verso la sostenibilità, su cui L’Oreal sta spingendo in maniera potente, è non solo in chiave ambientale ma anche sociale. Il presidente e ad di L’Oreal Itala Francois-Xavier Fenart all’annuale evento Sharing Beauty with all a Milano ha elogiato i risultati del team italiano del gruppo al top nel mondo. Decine di progetti sul sociale sono attivi: Filippo De Caterina sustainability director L’Oreal Italia ha raccontato cosa si sta facendo:dal corso di parrucchieri dentro San Patrignano (oltre 1000 ragazzi della comunità che hanno avuto la possibilità di rientrare nel circuito del lavoro), alla cooperativa sociale di persone disabili che a Settimo Torinese si occupa dei pallet, dalle centinaia di pazienti oncologiche che partecipano ai corsi di make up della Forza e il sorriso per citarne solo alcuni. Oltre a programmi di donazioni tra cui 250 mila euro di prodotti ogni anno.
“Quasi l’80 per cento dei nostri prodotti è stato rinnovato, puntiamo al 100 per cento”, ha detto la Palt. Gli obiettivi 2020 sono: “ridurre la quantità della plastica arrivando ad usarne una più sottile, usare plastica riciclata e arrivare a soluzioni innovative come la biomassa su cui stiamo investendo, proseguire sulla sostenibilità sociale lavorando in maniera socialmente etica con le piccole comunità che già oggi sono coinvolte per le nostre produzioni come le donne del Burkina Faso per il burro di caritè, l’olio di argan in Marocco, l’olio di oliva in puglia. Ogni nuovo prodotto avrà informazioni chiare su provenienza e ingredienti”.

Tra i 34 marchi del gruppo alcuni sono apriprista del rinnovamento green: Garnier sta lanciando la prima linea bio certificata, mentre Kerastase Aura botanica, Biolage R.A.W, L’Oreal Professionnel Herbal Botanea (100 per cento ingredienti naturali) e L’Oreal ProfessionneL Source Essentielle sono i brand della divisione professionale coinvolti totalmente nell’ambito della sostenibilità​.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here