Moda: Altaroma, fenicotteri e agavi da Gianni Molaro

Nel suo atelier di via del Babuino anche uccelli veri

Fenicotteri rosa e agavi nel giardino incantato di Gianni Molaro, immerso nel profumo di orchidee ed ortensie, prendono vita tra sei eleganti fenicotteri rosa, piante di agave dal volto femminile. L’atelier dello stilista napoletano, famoso non solo per gli abiti da sposa ma anche per gli eccessi della sua art couture esposta nei più importanti musei del mondo, si trasforma per un giorno in un giardino dove, tra vegetali ed animali, si muovono abiti ispirati al rispetto e all’amore per la natura. Grandi foglie sfumate dal blu al giallo, lavorate a contrasto, sovrapposte tra loro, avvolgono i corpi, costruendone le linee ed i volumi, delineandone forme e strutture. Molaro trasforma, inclina, intreccia le foglie di questa magica pianta, creando, attraverso il loro movimento naturale, un nuovo dinamismo stilistico. I tagli degli abiti sono geometrici, le lunghezze stravaganti, lunghe sul davanti e corte dietro. Gli abiti prendono forma da sapienti intrecci che giocano con l’uso dei tessuti assemblati tra loro. Sono tulle, iuta e mikado. Hanno lavorazioni a spina, foglie sovrapposte in rilievo o lavorate ad intaglio. L’effetto è quello di grandi piante di agave che divengono corpi mutevoli di donne irreali.

L’abito sirena di paillettes cangianti rosa e verde, dalla lunga coda godé, è solcato da nervature, ha un capo spalla ricavato dagli incastri delle foglie d’agave di colore oro. Rappresenta il passaggio per un mondo onirico dove l’abito diviene simbolo in una simbiosi indissolubile tra il mondo femminile a quello vegetale.

L’ufficio stampa dello stilista precisa in una nota che gli animali utilizzati nella performance d’haute couture di Gianni Molaro, addestrati al contatto con il pubblico, non hanno subito maltrattamenti né situazioni di stress e saranno costantemente assistiti da personale.

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