Ore 15.27, è l’ora della crisi di sonno in ufficio. La soluzione? La corsa

Il rimedio più diffuso è la pausa caffè. La soluzione più salutare? Il running

Bei tempi quelli del pisolino: il riposo post pranzo era consuetudine di tanti anni fa e ormai quell’abitudine lì, che hanno avuto molti nostri nonni e padri, immaginiamo sia perduta per sempre, spazzata via dai ritmi lavorativi ormai a catena di montaggio. Ma fare il pisolino, per quanto un lusso non per tutti, non era una prassi senza fondamento. 9 lavoratori su 10 soffrono ogni giorno di un sensibile calo di energie. L’ora più critica per chi siede a una scrivania scatta mediamente alle 15.27: è quello il momento in cui la testa tende inesorabilmente a cedere alla forza di gravità. Il rimedio più diffuso, per sei italiani su dieci (58%), è quello del caffè, ma il 17% degli italiani confessa di concedersi un pisolino sul luogo di lavoro. E soltanto il 5% si alza per fare dell’attività fisica.

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È quanto emerge da una ricerca realizzata da Brooks Running, leader nel settore delle attrezzature sportive, su oltre 1.000 lavoratori italiani di età compresa fra i 18 e i 65 anni.

“Invece che esagerare a pranzo o andare avanti a forza di caffè, per chi fa un lavoro sedentario la soluzione potrebbe essere una bella corsetta, spiega Susana Pezzi Rodriguez, Marketing Manager Brooks Italia che sta collaborando in tutta Europa con alcune aziende per collaudare delle pause running durante la giornata lavorativa. Tutti sappiamo che la corsa ha la capacità di aiutarci a non sentire il peso della vita quotidiana – leggi il report qui – e di darci felicità, salute e motivazione”.

Dalla ricerca emerge che l’84% dei lavoratori italiani non svolge alcuna attività fisica durante il giorno. In media un lavoratore italiano trascorre 5 ore e 7 minuti seduto alla propria scrivania, mentre il 20% raggiunge l’impressionante totale di 8 ore e oltre sempre seduto.

Il crollo alla scrivania è una costante da nord a sud, che coinvolge tutti indistintamente senza differenze geografiche. I picchi si registrano in Emilia, dove il colpo di sonno in ufficio riguarda il 94,4%degli impiegati, in Calabria (94,9%), e, al primo posto, in Veneto (96,4%). Insomma, una repubblica fondata sull’abbiocco pomeridiano.

La caduta verticale delle energie attorno alle 15.27 ha una durata che varia dai 22 minuti e 30 secondi del Molise ai 38 minuti e 45 secondi del Trentino Alto Adige (oltre 4 minuti in più della Sicilia, per dire, ferma a 31 minuti e 27 secondi). Un dato che ribalta, insomma, molti luoghi comuni.

Questa eclissi dell’energia sul luogo di lavoro (la cui media nazionale è di 34 minuti al giorno) significa sull’anno un totale di 141 ore di scarsa produttività.“Inserire una ‘pausa corsa’ nella giornata lavorativa può cambiare drasticamente questo scenario”, afferma Daniel Fontana, atleta e personal trainer. “Tutti noi in alcuni momenti della giornata ci sentiamo svogliati o stanchi, o abbiamo semplicemente voglia di non sentire le pressioni della routine quotidiana. Una ‘pausa corsa’ ha il potere di trasformare una giornata all’insegna della noia e dello stress in qualcosa di completamente diverso. Correre per almeno 30 minuti durante la pausa pranzo lascia addosso una sensazione di felicità e motivazione che ha un’efficacia immediata in termini di energia nel corso della giornata”.

FONTEAnsa
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