Savage Beauty, il genio visionario di McQueen in mostra

Londra non può dimenticare. Dopo l’omaggio della scorsa primavera, il Victoria and Albert Museum ospiterà nuovamente una retrospettiva dedicata allo stilista Alexander McQueen. Circa duecento i pezzi esposti, tra disegni, bozzetti, foto inedite, accessori e outfit, che ne ripercorrono la carriera dagli esordi fino a quella collezione del 2010 che non è mai riuscito a portare a termine, morto suicida a quarantun’anni nel suo appartamento.

 

La passerella trasformata in uno show dark di ineguagliabile ricercatezza

Un’immaginario gotico, denso di immagini inquiete ma preziose, rapisce l’intera produzione dell’artista londinese, che ha fatto incontrare in sfilata la creatività visionaria dell’arte con il gusto per la spettacolarizzazione e il sapore aristocratico dell’epoca vittoriana. Savage Beauty, nella capitale britannica fino al 2 agosto, ripercorre le suggestioni oniriche e immaginifiche ramificate nel pizzo nero Mcqueen, attraverso un allestimento giocato sulla seduzione attraente di ambienti cupi. Fasciate in abiti trasparenti e gothic, Kate Moss, Salma Hayek, Eva Herzigova e le altre top model degli anni novanta erano in prima fila all’inaugurazione.

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Nei giorni della mostra, anche un libro racconta la storia del designer

Gods and Kings di Dana Thomas mette nero su bianco un saggio sulla vicenda personale e professionale di McQueen, cercando un parallelismo con la storia diJohn Galliano. Personalità accomunate da un’infanzia e un’adolescenza difficili, un’estrazione sociale popolare e spesso demoralizzante, marchiata dai segni del bullismo portati addosso per via della loro omosessualità, fino al successo arrivato in giovane età, meritato e inevitabile.

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