Shampoo e balsamo non bastano più, nella hair beauty routine 8 prodotti must

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C’era una volta il parrucchiere che faceva lo shampoo. Poi, qualche volta, l’impacco ristrutturante ai capelli. Tutto ritorna, è vero, ma in chiave moderna. E’ arrivato il momento di ricominciare con i trattamenti di beauty hair da fare nei saloni. Dopo qualche anno di ripensamenti e bisogno di tagliare le spese si torna dal parrucchiere e non solo per ‘taglio e piega’ o per ‘andare al lavaggio’. L’haircare è evoluto quanto lo skincare e confrontare i nuovi prodotti per la cura dei capelli con balsami e maschere classiche è divenuto obsoleto. Al balsamo si affiancano 8 nuovi irrinunciabili: pre-shampoo, acque micellari, primer, creme BB, toner, sieri, scrub e maschere. L’esercito di rimedi, da fare principalmente dal parrucchiere ma anche a casa propria, è sempre più vasto e il business dei prodotti di bellezza per capelli in Italia rinasce. Il fenomeno però vale per tutta Europa, trainato dal gigantesco mercato asiatico da sempre attento alla lucentezza delle chiome.
 “L’haircare è il nuovo skincare” , segnala infatti il nuovo report della società di ricerche di mercato parigina NellyRodi. Entro il 2020, cioè fra 3 anni, il mercato professionale mondiale della cura dei capelli crescerà di oltre il 3,75% (fonte Technavio). “La ripresa economica globale, l’impatto dei mass media, e i redditi disponibili elevati incrementano di nuovo le vendite dei prodotti per capelli. I consumatori utilizzano nuovi servizi nei saloni per provare nuove acconciature e prodotti per lo styling, influenzati dalle celebrities e dalle mutevoli tendenze della moda” – precisano gli analisti Technavio.
Sono attenti al cambiamento e alla rinascita dei servizi extra taglio-piega-colore nei saloni, i principali brand mondiali come Henkel, Kao, L’Oréal, P&G, Unilever. Promettenti affari in chiave ‘cura delle chiome’ anche per chi propone rimedi da fare a casa come Avon, Cadiveu Professional USA, Combe, Estée Lauder, Johnson & Johnson, Revlon, Shiseido e, per i mercati asiatici, World Hair Cosmetics – secondo Technavio. Da noi la gamma di prodotti per l’haircare coinvolge tutte le principali marche, in vendita solo nei saloni, come CotrilKerastase, Shu Emura, Davines – il brand italiano di cosmesi sostenibile al top delle aziende etiche è tra i super specialisti del trend con 10 linee casalinghe e 20 da negozio – ma ci sono anche trattamenti simili alla portata di tutti, come quelli venduti nei negozi profumatissimi Lush (il marchio fresh handmade vegetariano) e nella grande distribuzione con le molteplici marche del colosso L’Oreal o P&G.
I nuovi sieri, spray, pre-shampoo, creme e scrub, stimolano la microcircolazione, disintossicano, puliscono e purificano, rigenerano le fibre, dando anche risultati immediati in termini di lucentezza e leggerezza delle chiome. “Nei saloni i trattamenti diventano riti beauty con gesti e manualità precisi, simili a quelli delle estetiste che operano nelle Spa. Le cure si ispirano al settore delle creme e delle maschere per il viso ed il corpo. Questo è l’approccio dell’ultima generazione dell’ haircare, – si legge nel report NellyRodi. – La “cura” è sempre più avanzata e differenziata in base al tipo di capelli, al tipo di piega e alle esigenze del momento”.
Senza dimenticare che i prodotti di ultima generazione hanno fragranze irresistibili e molto più raffinate dei balsami. Oltre ad ingredienti anti-età, bio e naturali, come l’ olio di argan o le proteine della seta. Inoltre olio di rosa, camelia, gelsomino, oli essenziali. E i prodotti contengono anche minerali essenziali ricavati da acque di sorgente e oceaniche, somigliando alle maschere per il viso che si effettuano nelle Spa. Il confine fra prodotti per capelli e prodotti per la pelle si dissolve grazie al marketing e alle nuove formule dei prodotti.

FONTEAnsa
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