Trattamenti beauty, la rivincita degli oli

Quali sono i più trasformisti, naturali, light ed efficaci per pelli giovani e mature

‘Vade retro olio’ diceva chi aveva la pelle o i capelli grassi guardando con invidia chi li spalmava allegramente perché convinta dei loro innumerevoli pregi e virtù. Solo le donne dotate di pelle perfetta (o molto arida) potevano concedersi il lusso di ‘imburrarsi’ di cure oleose. In effetti gli oli naturali, ricavati da semi, foglie e frutti, possiedono proprietà che solo in parte sieri e creme di sintesi hanno, senza contare l’imprinting di ‘buono e amico’ a favore degli oli perché frutto della terra e non delle industrie. Ecco perché il folto gruppo di ragazze e signore con pelli imperfette restava a bocca asciutta e doveva scegliere sieri e creme di sintesi. Va anche detto che, al contrario della maggioranza degli aromi naturali che danno il profumo ai fiori e che da almeno venti anni sono stati del tutto ‘ricostruiti’ nei laboratori (rari i profumi che contengono solo essenze naturali), rifare gli oli vegetali è impresa ardua. Ma qualcosa sta cambiando.
Succede infatti che quelli migliori, ritenuti insostituibili e irriproducibili nei laboratori, sono di nuovo in auge ma ‘ripuliti’ dai vecchi difetti (impiastricciare-odore sgradevole-pelle lucida-capelli appesantiti). Senza parlare dell’atavico difetto che tutti gli oli naturali possiedono: la stabilità nel tempo. Problema che ora la ricerca sta risolvendo.

L’offerta beauty è quindi sempre più affollata di oli detergenti e ipernutrienti per pelli grasse (possibile? Diranno in molti. Si è la risposta), oli lavanti per chiome lucenti e svolazzanti, oli antigonfiore e anti occhiaie e perfino la pesante ed untuosa glicerina delle nostre nonne, ricavata da semi e frutta, ora è diventata light e non lascia traccia una volta ben spalmata. Ci si stupisce perfino quando le esperte delle profumerie e delle farmacie propongono un olio invece che la crema a cui si era abituate. Certo, in alcuni casi la proposta può dipendere dal fatto che l’era della pelle grassa e dei brufoli è passata da un pezzo e piuttosto si è piombate in quella età di mezzo (ahimè) che richiede più grassi per essere nutrita e ringiovanita, ma l’offerta di oli factotum cresce di giorno in giorno ed è destinata a tutte le età e tipologie cutanee.

Re incontrastato del nuovo fiorente mercato degli oli di bellezza è quello di mandorle dolci e amare, un concentrato di acidi grassi omega 3 e vitamina E. “Il primo, ricavato dai semi e dalle mandorle dolci, viene aggiunto anche nei profumi, mentre il secondo si ricava dalla farina di mandorle amare ed è il cuore dei nuovi trattamenti anti-età aggiunto a sieri, creme e fragranze, – spiegano gli analisti ReportLinker che stimano per il mercato mondiale dell’olio di mandorle un incremento del 12,62% , da qui al 2021.
Buonissimo l’olio di mandorle, ma anche grasso? Non più. “Gli oli subiscono la maggiore spinta innovativa che sta cambiando le regole classiche delle abitudini dei consumatori e anche delle industrie che per la prima volta hanno a disposizione oli leggeri – spiega Tim Merrell, Ceo di Olixol, company hitech britannica che opera nel naturale e che ha brevettato un nuovo sistema di filtrazione a membrane e imbottigliamento che trasforma i grassi in liquidi perfetti e stabili nel tempo o, al contrario, gli zuccheri in fluidi oleosi. Insomma gli oli si trasformano. “Il difetto degli oli naturali è quello di essere molto delicati e, col tempo, si alterano le proprietà. Abbiamo brevettato un nuovo processo che non usa solventi e sostanze chimiche è dà all’olio la garanzia di purezza nel tempo oltre che una grande versatilità di consistenza da denso a leggero”.
Usano l’olio di mandorle dolci le principali case cosmetiche, come Collistar e L’Erbolario per i nuovi prodotti di stagione come idratanti, shampoo nutrienti e integratori alimentari. Ricco di grassi vegetali, contiene omega 6 e 9, e un mix di vitamine A, B, D ed E che contrastano le rughe non è più oleoso. Si trova infatti in lozioni e si usa perfino disciolto in gocce nell’acqua della vasca per un bagno iperidratante e rilassante (non va risciacquato!) e per Sephora anche la maschera per i piedi lo contiene.
Seguono altri oli leader del momento: karitè, macadamia e andiroba amazzonica. E oli essenziali speciali per pelli grasse e acneiche come quello ricavato dall’albero del tè che contiene acido salicilico. Nuovi gli oli per la pulizia del viso serale e che si trasformano in latti al momento dell’uso, come le miscele di oli vegetali (oliva, primula e lavanda) che non ungono ma puliscono idratando la pelle della casa inglese Kiehl’s. Fuoriusciti dal dispenser magicamente diventano latti fluidi. L’officina universale Buly, a Parigi dal 1803, ha una scelta di oltre 30 oli, purissimi estratti che vanno dalla Rosa Muscata dal Cile al Buriti brasiliano e una linea di oli organici e cruelty free è proposta anche dal brand beauty inglese Neal’s Yard.
Anche sul fronte del rispetto dell’ambiente il comparto cosmetico dà segnali di cambiamento e aumenta il numero delle imprese che usa solo oli prodotti da coltivazioni organiche e che non sfruttando la forza lavoro. Il caso più eclatante è quello dell’olio di palma, quasi scomparso nei biscotti e dolciumi perché ritenuto dannoso per la salute sotto la forte spinta dei consumatori scontanti, è ora prodotto sempre più in modo sostenibile, dotato di garanzie e certificazioni anche per il settore beauty. Certo si tratta di certificazioni volontarie e non di autorità riconosciute ma danno l’opportunità ai consumatori di documentarsi prima di acquistare e farlo in modo informato.

Sulla trasformazione in chiave eco e light degli oli puntano i maggiori colossi industriali produttori di materie prime per la cosmesi come Basf e le maison della bellezza più rinomate hanno già introdotto prodotti a base di oli nelle linee di punta. Il brand beauty democratico L’Oreal ha una gamma di ‘oli straordinari’ proposti per il viso, oli secchi anche per pelli mature con 8 oli essenziali dentro e alla linea ha aggiunto di recente anche la crema/olio in vasetto per chi alla consistenza fluida deve ancora abituarsi. C’è chi dall’olio secco ottimo per viso – corpo – capelli ha costruito una fama valida ancora oggi: risale al 1956 l’invenzione delle sorelle Carita, Fluide de beauty 14 amatissimo dalle francesi è un must have ancora oggi .

Gli oli insomma non sono più solo prodotti untuosi ed erboristici e hanno perso l’aria di rimedi alternativi e un po’ da figli dei fiori. Anche le maison più luxury, come Shiseido o Sisley, propongono linee di detersione e di trattamento per tutti i tipi di pelli che includono speciali rimedi oleosi.

FONTEAnsa
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