Valentino, street couture e libertà – VIDEO

Maison guarda ai valori, "Donne siate voi stesse"

La couture scende per le strade delle città, abbraccia le donne di oggi sostenendo i loro valori e la libertà di essere se stesse, qui e ora. La moda esplora gli spazi interiori, un luogo in cui essere se stessi, ed ecco che è l’interiore a plasmare l’esteriore per Valentino, in passerella a Parigi con la collezione pret-a-porter per l’estate 2019. La couture scende per le strade delle città, abbraccia le donne di oggi sostenendo i loro valori e la libertà di essere se stesse, qui e ora. La moda esplora gli spazi interiori, un luogo in cui essere se stessi, ed ecco che è l’interiore a plasmare l’esteriore per Valentino, in passerella oggi a Parigi con la collezione pret-a-porter per l’estate 2019.
Il direttore creativo Pierpaolo Piccioli racconta di essere partito “dall’idea della libertà e dei paradisi dove artisti, intellettuali e poeti erano liberi di esprimersi senza filtri. Pensavo al Maverick Festival, fondato nel 1905, una colonia di artisti che si incontravano ogni estate vivendo la loro arte e condividendo performance. Di luoghi così ce ne sono tanti nella letteratura”. L’interesse è per quei posti dipinti come un immaginario fantastico, luoghi di libertà. “Oggi la grande sfida è poter essere se stessi e potersi esprimere nel luogo in cui si vive. La possibilità di essere chi sei ovunque vuoi. Oggi è un momento in cui ribadire ciò in cui si crede”, dice Piccioli.
La libertà è anche quella di lasciare che la maison sia definita dai valori prima che da una estetica, perché ciò che appare è sempre frutto manifesto di un sentire. Così la couture, tratto saliente di questa personalità, è in primo luogo un modo di guardare al mondo. “Valentino oggi voglio che sia un marchio che guarda ai valori, spiega Piccioli. Così il percorso creativo della collezione parte dall’idea della couture, calata però nella realtà contemporanea con l’obiettivo di “portare la cultura della couture nel pret-a-porter”, spiega.

In collezione convivono rigore ed eccentricità, total black ed esplosioni di colore: gli estremi si toccano dando forma al coraggio di ognuna di essere se stessa. Si parte con un’ampia selezione di look in nero, come il lungo abito in plissè e le maniche ampie a palloncino. “Secondo me il nero fa diventare più urbani anche i capi con grandi volumi”, spiega Piccioli. Poi i tocchi dalla couture: così la felpa over ha il maxi logo sul davanti (ripreso dagli anni ’80, anche per le borse) e le piume, l’abito lungo ha disegni patchwork creati dalla maison o ricami di perline e pailettes. O ancora ecco le tuniche/T-shirt con coloratissime stampe piazzate (e pailettes) e frange di piume annodate sul fondo. Infine il pigiama in velluto stampato, che ha un trattamento speciale che lo rende molto lucido (si indossa con la cappa sulle spalle). Non manca il trench con i plissè che si ripiega e diventa pratico e leggero compagno di viaggio. I volumi sono ampi, sia per gli abiti in soffice cotone che quelli in seta, da sera con preziosi ricami di perline, pailettes e piume, chiaro eco al mondo della couture. Ai piedi, all’insegna della praticità, sandali piatti decorati con piume sul dietro.
“Le piume sono l’immaginario della couture. E’ come portare il sogno nella realtà”, conclude Piccioli, accolto a fine sfilata da applausi tra cui quelli di Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. Ad aprire lo show la modella Kristen McMenamy, insieme ad altre top tra cui Kaia Gerber e Mariacarla Boscono.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here