Vita alla Downton Abbey, a New York attrazione evento per i fan della serie

Mrs. Patmore e Daisy suonano la campanella del Nasdaq e il magico mondo di Downton Abbey sbarca a New York. In una townhouse vittoriana vicino a Columbus Circle ha appena aperto “Downton Abbey: The Exhibition”, una ricostruzione minuziosa e interattiva dei saloni, delle camere da letto e della caotica cucina in cui è ambientata la popolare saga televisiva ideata da Julian Fellowes.
Meticolosamente curata con repliche dei vari set disegnati dal premio Emmy Dolan Woods, la mostra è un mini “parco a tema” che ricostruisce gli ultimi giorni dell’aristocrazia post-edoardiana quando famiglie come i Crawley si cambiavano d’abito quattro volte al giorno. Ma non c’è solo moda in questo Highclare Castle in miniatura approdato a Manhattan e che potrebbe essere il “pitch” per il “prequel” che Fellowes si accingerebbe a sceneggiare per Nbc Universal con un cast di nuovi attori, la versione “giovane” di Lady Violet e Mrs.
Patmore.

Proprio come la mostra su Mad Men organizzata nel 2015 al Museum of Moving Image, “Downton: la mostra” permette ai visitatori un doppio viaggio nella nostalgia: nel mondo a base di tradizioni, eleganza, formalismi e grazia, ma anche nelle sei stagioni durante le quali un pubblico di tutte le età si ritrovava ogni domenica davanti al piccolo schermo. Un’avventura durata tre anni, fino al 2015 quando, come per gli aristocratici di Downton, arrivò la fine di un’epoca, soppiantata nel caso della tv dalle indigestioni in streaming inaugurate da Netflix con House of Cards.
Intanto, però, nella villetta vittoriana sulla 57/a tra Settima Avenue e Broadway è tutto “esattamente com’era”, ha detto Sophie McShera, la Daisy televisiva che per quelle sei stagioni ha assistito Lesley Nicol (Mrs Patmore) nella preparazione dei pasti per l'”Upstairs” dei Crawley e il “Downstairs” della servitù. L’ufficio del maggiordomo Carson occupa un posto speciale nella mostra aperta fino alla fine di gennaio, così come la camera da letto di Lady Mary, dove la moglie americana di Lord Crawley (Michelle Dockery) si preparava per le cene familiari con l’aiuto della cameriera Anna Bates (Joanne Froggat).
Al terzo piano gli abiti disegnati dalla costumista Anna Robbins fanno la parte del leone: dai tweed da caccia di Lord Crawley ai pantaloni da harem della povera Lady Sybil, all’abito da sposa del primo, mai celebrato, matrimonio di Edith. Un video con i momenti clou della serie conclude il percorso espositivo e Carson congeda con sussiego i visitatori: “Forse ci rivedremo.
Non si può mai dire”. Ambiguo riferimento al film ancora in fase di sviluppo? O alla speranza che i fan tornino più e più volte a rivivere una addiction dal prezzo non per tutte le tasche: 30 dollari a ingresso per gli adulti, 15 per gli studenti, 28 (uno sconto di due dollari) per gli ultrasessantacinquenni.

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