Arrivano insetti e microalghe in pillole, nuovo trend anti-age

Business integratori vale 2,6mld euro,+ 7%, focus a Cosmofarma

Già 3 italiani su 4 li hanno usati nell’ultimo anno. Il consumo di integratori alimentari in farmacia (che detiene il 90% del loro fatturato) cresce costantemente e questo anno segna un + 7% con un fatturato di 2,6 miliardi di euro (dati QuintilesIMS). Se gli italiani non fanno a meno di vitamine e minerali, in assoluto i più venduti con circa 700 milioni di euro di vendite nel 2016, e quelli per la funzionalità intestinale (circa 500 milioni di euro), gli scaffali delle farmacie iniziano a riempirsi sempre più di pillole e bustine a base di microalghe, cianobatteri, insetti e derivati. Sarebbero loro i nuovi elisir di lunga vita e se a mangiarli essiccati come fanno i paesi asiatici ci vuole una buona dose di coraggio, in pillole vanno giù meglio.

La svolta è decisa al Cosmofarma, la manifestazione del mondo delle farmacie organizzata da Bologna Fiere e in corso fino a domenica, che mette in mostra i nuovi integratori ‘alternativi’ e dedica all’argomento un focus di approfondimento con interventi di ricercatori e nutrizionisti. “Gli insetti e le alghe sono una fonte di proteine di alta qualità, – spiega al convegno della fiera Silvia Cappellozza, dell’istituto pubblico CREA-API unità di ricerca in bachicoltura di Padova. – Le crisalidi sono proteine ad altissima digeribilità. Certo mangiarle direttamente è difficile ma risultano assimilabili con facilità anche sotto forma di capsule. Le crisalidi hanno un contenuto di acidi grassi insaturi e polinsaturi pari al 70 % del totale. Si tratta di sostanze che agiscono migliorando l’equilibrio fra colesterolo buono e quello cattivo. I bachi contengono anche una sostanza, un peptide, regolatrice dell’ipertensione. Infine contengono principi che agiscono sugli zuccheri nel sangue regolando la glicemia”.
Di microalghe e cianobatteri in pillole discute invece Alberto Niccolai, ricercatore all’università di Firenze che conduce studi su questo genere di vegetazione e microorganismi. Spiega lo studioso: “Le microalghe sono già consumate in buona parte del mondo e ora sono arrivate anche da noi. Sono microorganismi responsabili di buona parte della fotosintesi a livello globale, più delle piante. E, rispetto alle piante, si riproducono anche molto di più , crescono anche su terreni non fertili e aridi e si coltivano senza pesticidi. Sono ricche di pigmenti, proteine e acidi grassi utili per sportivi, anziani, donne in gravidanza e durante l’allattamento. La ricchezza in pigmenti, come la astaxantina e ficocianina, le rendono fra le sostanze più interessanti anche come antiossidanti ed anti-invecchiamento. Le microalghe si coltivano all’interno di foto-bioreattori o in vasche aperte e sono di sicuro il cibo della salute del futuro più prossimo”.

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