HM, Ovs e Intimissimi, campagne di riciclo abiti usati

Campagne Riciclo Abiti Usati HM Ovs Intissimi 2014
Campagne Riciclo Abiti Usati HM Ovs Intissimi 2014

Rispetto dell’ambiente, attenzione nei confronti del consumatore e sensibilizzazione verso i temi sociali. Sono queste le tre parole chiave fondamentali nei progetti di riciclo abiti usati promossi, in questi anni, dalle grandi aziende di abbigliamento low cost come H&M, Intimissimi e Ovs. Con l’arrivo dell’inverno e il cambio di stagione imminente, perché non cogliere l’occasione al volo e dare un’occhiata a ciò che, magari già da qualche tempo, non ci soddisfa più e continuiamo a tenere nell’armadio, solo per pigrizia? Tramite un semplice gesto, il riciclaggio vi darà la possibilità di venire incontro all’ambiente e alle vostre tasche. Le catene di abbigliamento low cost più famose, a favore non solo all’ambiente, ma anche ai consumatori, hanno deciso di attivare delle campagne per il riutilizzo dei vestiti usati.

Il primo progetto, firmato H&M, risale al febbraio 2013 ed ha ottenuto fin da subito un grande successo. Il colosso svedese, Hennes & Mauritz, aveva lanciato un’idea semplice e al tempo stesso geniale, sotto ogni punto di vista. Durante la campagna “La moda non merita di finire nei rifiuti” H&M permetteva ai propri clienti di rendere, all’interno dei propri negozi, i capi inutilizzati, di qualsiasi marca e consegnati in qualsiasi stato. Il cliente, dopo la consegna del sacchetto contente gli abiti usati, aveva diritto ad un buono sconto di 5 euro, da poter poi spendere su un acquisto minimo di 40 euro. L’effettiva genialità della campagna, promossa da H&M, non stava solamente nella sensibilizzazione verso l’ambiente, o in qualche attenzione in più nei confronti del cliente. Difatti, come recita il titolo della campagna, i capi, in qualsiasi stato fossero stati consegnati, non sarebbero stati buttati. Gli abiti in miglior stato furono, infatti, riutilizzati mentre quelli in condizioni leggermente più gravi assegnati al riciclo. E quelli in stato davvero pessimo? H&M aveva pensato bene di destinarli all’energia solare.

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Della stessa tipologia anche la campagna “New life to your clothes for a better world”, lanciata qualche tempo dopo da Ovs. La prassi è stata praticamente la stessa. Alla consegna di una borsa di abiti usati in uno dei negozi Ovs, il cliente aveva diritto ad un buono sconto di 5 euro da utilizzare per l’acquisto di nuovi capi. Ovs, per il riciclo di abiti usati, aveva scelto I:CO, leader mondiale nel riciclo di prodotti tessili. E, come per H&M, a seconda dell’usura dei capi consegnati dai clienti, Ovs li avrebbe poi destinati o per il riciclo o per l’energia solare. Seguendo la scia della sensibilizzazione verso l’ambiente, anche Intimissimi a settembre ha deciso di avviare la campagna “Riciclare conviene”, per dar vita a un riciclo creativo e virale. Affidandosi ancora una volta ad I:CO, dà la possibilità a tutti i suoi clienti di ricevere un voucher, da utilizzare sui nuovi acquisti, semplicemente, consegnando una borsa di intimo usato. L’iniziativa terminerà il 30 novembre 2014 e i voucher potranno essere utilizzati fino al 31 dicembre 2014.

Campagne Riciclo Abiti Usati HM Ovs Intissimi 2014 Negozi

I reali vantaggi, del riciclo di abiti usati, ricadono dunque sia su un fattore di tipo ambientale, in quanto riciclando si diminuisce lo spreco di materiali e l’emissione di Co2 nell’aria, che su un fattore di tipo sociale, calcolando che al giorno d’oggi vengono buttati miliardi di tonnellate di rifiuti che, al 90%, potrebbero essere riutilizzati. Noi, di Mode, abbracciamo con orgoglio queste campagne, perché riciclando i nostri abiti usati salvaguardiamo il nostro portafogli e, al tempo stesso, contribuiamo a un’iniziativa  con dei reali effetti positivi. Niente più scuse dunque, apriamo l’armadio senza esitare, perché i capi d’abbigliamento che non mettiamo più, potrebbero tornare utili a qualcun altro.

1 COMMENTO

  1. Grazie x l’informazione ,e’ veramente una bella iniziativa .Purtroppo nn tutti ne siamo a conoscenza ,e
    Sopratutto disinformate sulle catene
    Di negozi che aderisco.

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