Chagall e l’amore, perchè visitare la mostra romana

Il cielo in una stanza“, così  Gino Paoli definiva l’amore in una delle pagine più belle della musica italiana. Inerpicarsi in giochi di metafore per spiegare la passione è il primo riflesso dei nostri sussulti, delle indefinibili emozioni amorose, inaspettate quanto attese. Inventare, immaginare, fantasticare su scenari surreali e assoluti. Chagall, lontano dal realismo, riporta su tela quanto di più viscerale, il sentimento forte per la moglie e la passione per vita, attraverso il filtro fantastico dell’intimità. Mentre nei parchi di Roma l’estate inizia a profumare, tappa obbligata di stagione è respirare le suggestioni primaverili delle opere esposte alChiostro del Bramante. Per visitare la mostra Life and Love c’è tempo fino al 26 luglio.

Chagall

 

“Solo l’amore mi interessa – scriveva Chagall – Dipingo tutto quello che vedo stando alla finestra”

E se sopra la testa – non ancora calva- di un Gino Paoli pazzo d’amore non esisteva più il “soffitto viola” e intorno suonava magicamente un’armonica, probabilmente davvero l’artista russo, affacciato al suo davanzale, si immaginava volare sopra i tetti del paese natio Vitebsk con l’amata Bella, la moglie che ha accompagnato per tutta la vita, fino alla tragica morte prematura. Fluttuavano sopra i campanili, i campi, le botteghe, oltre Pietrogrado, dove sedeva in quei giorni la Duma di Stato e veniva dato alle stampe il giornale Retz. Un sentore fantastico ma aspro, come nella migliore delle favole, attraversa le opere esposte, che strizzano l’occhio alla crudezza delle immagini di Gogol e alle illustrazioni inquiete delle fiabe Andersen. Il ricordo sempre vivo della giovinezza, dell’infanzia e degli affetti familiari, in particolare quello per la madre, la prima a credere in lui, proseguono in una vita da fuggiasco ebreo, pellegrino delle avanguardie.

Chagall

Esposte 140 opere in disegni, gouache, acqueforti, dipinti

L’esposizione è una mappa artistica e spirituale complessa dell’evoluzione poetica del maestro russo, tesa a tracciare un filo rosso tra vari momenti della vita e dell’opera. Una miscellanea di tradizioni confluite nella sua arte, dalla culturayiddish delle origini alla tradizione russa con le immagini popolari dei luboki e le icone religiose fino a quella occidentale da cui assimila le suggestioni degli artisti d’avanguardia e di Rembrandt, ma, come spiega la curatrice della mostra Ronit SorekLa particolarità effettiva di Chagall è che è rimasto sempre se stesso. Ha girovagato nei vari campi dell’arte, rimanendo sempre fedele alla sua essenza.”Dal suo vissuto ha tratto il racconto dell’ebraismo, lasciandolo coincidere con la nostalgia degli anni più intensi della sua vita, perché se a parole spiegarsi è difficile, andare per immagini  soccorre e impreziosisce.

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