Modelle denutrite, la Francia dice basta con due emendamenti

Troppe modelle denutrite, non solo magre ma al limite della salute fisica, calcano le passerelle internazionali testimoniando nient’altro che la contro bellezza. Causa i comportamenti alimentari del fashion system, per fortuna, sempre più stigmatizzati e messi alla gogna ma ancora abbastanza diffusi: “Non è vero che le modelle mangiano, – dichiara Raffaella Curiel, stilista e intellettuale della moda italiana – spesso nei backstage dobbiamo dargli acqua e zucchero, e io continuo a dire loro ‘mangiate, mangiate’. E’ una vergogna, la donna deve avere un minimo di forme, sono sinonimo di femminilità“.

Con queste affermazioni siamo in molti a essere d’accordo ma pochi sono stati i provvedimenti significativi; l’attesa, però, potrebbe essere finita, infatti il 16 marzo, all’Assemblea Nazionale francese, sono stati presentati due emendamenti a sorpresa, legati al progetto di legge ‘Loi santé’ di Marisol Touraine, Ministro degli Affari Sociali e della Salute. Si esprimono contro l’ingaggio di modelle denutrite, ma anche contro l’apologia dell’anoressia, e sono il tanto atteso seguito dello scandalo suscitato da Carine Roitfeld nel 2010 che le costò la poltrona da direttore di Vogue Paris per aver realizzato un servizio con una bambina di 10 anni in abbigliamento provocante.

Un indice di massa corporea sotto il 18 già rileva uno stato di allarme gravissimo, conferma il deputato Olivier Véran, e chi assume modelle denutrite dà, seppur indirettamente, il suo beneplacito a comportamenti alimentari che portano moltissime giovani donne alla morte; per questi motivi, in Francia, hanno stabilito pesanti sanzioni penali per i trasgressori: fino ai sei mesi di carcere e una multa di 75.000 euro.

Le modelle curvy da un lato, il fenomeno “Ana” dall’altro

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Spesso abbiamo dato il nostro supporto alla bellezza morbida diCandice Huffine, prima modella curvy sul Calendario Pirelli e criticato la foto scandalosa di Stella McCarteney che ritraeva la modella scheletrica Ji Hyde Park, e come noi molti altri hanno espresso lo stesso parere. Tuttavia la tristissima realtà del fenomeno “Ana” ci sta sempre con il fiato sul collo: siti dedicati all’anoressia come stile di vita e modello di perfezione, in cui si insegna alle ragazzine di 12 anni che per essere belle bisogna avere il “thigh gap“, uno spazio di 15 cm tra le cosce.
15 centimetri al massimo mi separano dal mio pacco di Gocciole Extra Dark…e non sto scherzando.

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Combattere la denutrizione partendo dai canoni di agenzie e stilisti

Se gli stilisti non richiedono mannequin troppo magre è evidente che le agenzie e le modelle stesse non possono far altro che adeguarsi, se vogliono lavorare. Molte case di moda si sono già mosse in questa direzione, come nel caso del marchio Andrea.Incontri, o dell’agenzia brasiliana “Star Models” con lo slogan ‘Non siete un bozzetto. Dite no all’anoressia‘. La campagna ha riscosso successo ovunque, e in Italia diversi brand hanno chiuso la porta in faccia a modelle denutrite, ricercando una bellezza sana.

Ci auguriamo che gli emendamenti francesi diventino esecutivi quanto prima e che, magari, portino un effetto domino in tutto il mondo della moda. Del resto, signori stilisti, quello che vendete lo indossiamo anche noi che siamo circa il doppio – pure il triplo, ben venga – delle vostre modelle.
A me mancano anche una ventina di centimetri, ma che posso dirvi…è la natura!

 

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